La verifica bancaria come strumento per la tutela del proprio patrimonio

Tra i tanti strumenti a cui si può ricorrere per la tutela e la difesa del proprio patrimonio, uno dei più sottovalutati - ma, al tempo stesso, uno dei più efficaci - può essere individuato nel trust patrimoniale, come si può leggere sul sito www.trustpatrimoniale.com. Si tratta di un istituto giuridico a disposizione di tutti, ma che risulta consigliabile in particolare per le imprese e le società: il trust patrimoniale è, in un certo senso, una garanzia di continuità e di sicurezza, anche in presenza di situazioni di difficoltà o in vista di potenziali inconvenienti.

A proposito di inconvenienti a cui può andare incontro un imprenditore, talvolta può succedere di trovarsi alle prese con un finanziamento o con un mutuo che non si è in grado di ripagare, magari perché gli interessi sono troppo alti. In casi del genere può tornare utile provvedere a quella che viene definita verifica bancaria, tramite la quale si può scoprire se l'istituto di credito ha applicato o sta ancora applicando dei tassi di interesse usurari e, di conseguenza, illegali. Può capitare, infatti, di dover subire - senza rendersene conto - gli effetti di un contratto di finanziamento affetto da anatocismo o, appunto, usura.


Perché ricorrere alla verifica bancaria

La verifica bancaria può servire anche per scoprire se si è vittime del cosiddetto anatocismo bancario, che corrisponde alla capitalizzazione degli interessi. Tanto più è ampia la fascia di tempo nella quale si è avuta la capitalizzazione degli interessi periodica, quanto più è elevata la somma che è stata pagata in maniera indebita. Se il debito aumenta sulla base di una progressione aritmetica applicando la capitalizzazione semplice, il debito aumenta sulla base di una progressione geometrica applicando la capitalizzazione composta, ed è questa la ragione per la quale si considera l'anatocismo bancario una pratica che mette a repentaglio la trasparenza di tutto il sistema bancario.

La verifica bancaria, che prevede un'analisi dei conti correnti, è fondamentale nel momento in cui l'istituto di credito, trovandosi ad avere a che fare con un saldo negativo a sofferenza, pretende un rientro immediato; lo stesso vale se viene notificato un decreto ingiuntivo in caso di insolvenza. In tali circostanze, infatti, è molto probabile che si riscontri l'anatocismo. Il decreto ingiuntivo, in particolare, è un procedimento il cui obiettivo è formare un titolo esecutivo con la massima rapidità: è il codice di procedura civile a disciplinarlo, ma nonostante ciò spesso le banche non rispettano le norme in materia.

Il decreto ingiuntivo può essere richiesto dalle banche, sulla base dell'art. 633 del codice di procedura civile, attraverso il deposito dell'estratto conto certificato e con la dichiarazione di verità del credito. Il problema è che a volte i cittadini non sono in grado di opporsi come vorrebbero a un decreto ingiuntivo, proprio per colpa dei tempi molto stretti, non riuscendo a far rispettare i propri diritti.

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